Salve,
Vi annuncio lapidariamente che il blog si trasferisce in luoghi sicuramente più fighi di questi, speriamo sia la volta definitiva nonostante mi dobbiate riconoscere un'irrequietezza che ha del patologico.
Il nuovo blog è già pronto e fa la sua porca figura, ma dai, alla fine ci ho voluto bene a Sfinter, quel bene misto a calci nell'uretra che tutti ben conosciamo e che inconsciamente desideriamo perpetrare.
Quindi, se proprio dovete e volete, cambiate link
è lì tutto per voi, vi attende tendendo le sue tenere braccine corte da taccagna che non pagherebbe mezzo centesimo per un dominio.
Sieg Heil
"L'Italia è un paese ormai alla deriva, non ci sono più le mezze stagioni, io ho votato PD e ho vinto lo stesso. Sì. Ora però vado a piangere"
Questo clima di distimia cronica ci ha sbranati dopo la vittoria alle elezioni DELLA LEGA, DELLA LEGA ho detto, facciamocene una ragione. Se vi può interessare, la mia routine giornaliera è diventata vagare per la città alla ricerca di un elettore della suddetta lega, e finché almeno uno non confesserà, io continuerò ad essere un'anima in pena che rende più cupe le notti romane.
Ma, a parte la curiosità umana che mi spinge in questa vana ricerca etnografica, non posso far altro che deridere l'opprimente aria carica di sospiri e lacrime di Chanel #5 versate dalla cricca piccoloborghese dopo il terribile avvento dei barbari longobardi che stupreranno le nostre donne e renderanno orfani i nostri figli. E' stata una scelta sofferta, ma alla fine l'Italia ce l'ha fatta: ha messo una crocetta sul simbolo di ciò che -ne è convinta- le permetterà di tenersi la seconda casa al paesello, di continuare a pagare le rate del televisore al plasma, di mangiare gnocchi di giovedì e di mantenere l'amante.
Bene. Ora, se da un lato troviamo l'inconsapevole elettore di destra, ignorante e spaventato dai rumeni arrapati e su cui si dibatte da secoli perché i possessori di blog adorano sparare sulla Croce Rossa visto che alza il googlerank, dall'altra abbiamo una razza non certo in decadimento, ovvero l'homunculus comunistoide anacronistico, che parla per frasi fatte e si riconosce in ideali che non ha vissuto sulla sua pelle per mezzo secondo della sua vita e che, francamente, sono decaduti da almeno cinquanta cazzo di anni.
Immagino un interlocutore di quest'ultimo tipo tutto assonnato che si stropiccia gli occhi e, di fronte alla sua tazzona di latte caldo, afferra la confezione di cereali e legge
FASCISMO
valori nutrizionali:
mafia 100 g
ignoranza 98 g
corruzione 53 g
dopodiché esclama, illuminato dagli squarci di luce nella vocazione di San Matteo, "ehi! Il vuoto nella mia testa è stato colmato grazie a questi Kellog's! Sarà questo, d'ora in poi, l'elenco di sostantivi da sottoporre a chi non la pensa come me E CHE COMBATTERO' DALLA MIA CALDA CAMERETTA FIRMATA MONDOCONVENIENZA!". Al che entra in cucina la mamma scuotendo affettuosamente la testa e dicendo "fai una colazione sana, pigrone, è ora di andare a scuola! Nel tuo partito del cuore non esiste la mafia e la vita è bella. Ora di corsa a lavarti i denti!".
Per chi come me si è posto il problema di chi votare al ballottaggio di Roma, l'interrogativo è nato spontaneamente: perché devo votare per chi piscia sulla tomba dei miei ideali? Perché tu, e con "tu" intendo l'homunculus sopraccitato, vuoi sentirti a tutti i costi eticamente candido nel votare chi appone il cartello "noi fingiamo di essere buoni da una data a caso"?
Mi è capitato recentemente di sentire affermazioni del tipo "l'egoismo sociale ti rende ontologicamente inferiore", dove il supposto egoismo sociale sta nel cercare di evitare che la propria famiglia vada allo sfacelo e per "ontologicamente" forse si intende una parola lunga ed altisonante con cui riempirsi la bocca perché il fallo dell'altra sera forse non era soddisfacente in quanto a dimensioni.
Essere ontologicamente superiori solo perché si è appresa a memoria la lezioncina delle medie su Hitler con tanto di Ottimo sul diario rende automaticamente inferiori agli occhi di qualsiasi essere dotato di raziocinio. Un polpo potrebbe tranquillamente prendere a schiaffi l'anacronisticità del tuo piccolo mondo fatto di fascisti e comunisti, buoni e cattivi. E sarebbe senza ombra di dubbio ontologicamente superiore.
"Cioè, tu per me sei fascista capisci? io non voglio più proseguire questa conversazione qualunquista da italietta, che alla fine chiacchiera chiacchiera, però finisce per votare la soluzione della violenza e della repressione". Dove ho già sentito questo discorso? Ah sì, dalla nonna analfabeta del mio ex. E dai volantini di Lotta Comunista distribuiti davanti alle aule di giurisprudenza, quindi fallimentari fin dall'inizio.
Dai cazzo, non posso credere che nel 2008 ci sia ancora gente convinta che si debba pensare entro categorie precostituite da individui a cui potrai stringere la mano solo durante le gite a Montecitorio o più raramente ai comizi nel mercato rionale e che mettono in ginocchio te e tutte le generazioni che ti hanno preceduto, continuando a mantenerti ignaro, scodinzolante schiavo del sistema. Quest'ultima visione è più offensiva di un quindicenne di borgata che disegna svastiche sui muretti.
Il passo seguente nel vano argomentare di un elettore ignorante è obbligatoriamente
"i compagni di Genova hanno lottato fino alla morte e purtroppo io non c'ero...
i miei minacciavano di togliermi la paghetta se ci andavo...
...
...
e poi in quel periodo mi scopavo una figa."
Applausi. Già, anch'io avrei voluto assistere alla caduta dell'impero romano, ma ero già stata crocifissa. Peccato, sarà per un'altra volta.
"Ma non hai ancora capito un cazzo proprio porco dio" è il prodotto di scarto di dieci minuti di conversazione in cui un uomo riversa bile non comprendendo di avere a che fare con una persona che non è di destra, non è di sinistra e soprattutto non appoggia cliché secolari che ormai infarciscono solo le teste dei rappresentanti d'istituto con la kefia ai tempi delle superiori.
La vostra codina da primati si vede ancora, le cose sono due: o la nascondete per bene, oppure è ora di evolversi.
Fingendo di aver dimenticato che questo blog è visitato principalmente da sfigati in cerca di porno che, dopo aver scoperto che non si tratta del blog di Dania o di qualche altra ninfomane del web, chiudono sconsolati la presente pagina, vorrei dapprima far sapere che no, "se la donna ha il buco della vagina troppo piccolo quando gli entra il pene gli fa male" non è un assioma, e che non ho idea se con lo sperma ci si possa disintossicare dalla cocaina. Inoltre ringrazio un anonimo visitatore e Shinystat per la simpatica filastrocca che recita
studio e leggo i libri
dammi pure del secchione
ma intanto la tua tipa
me la fotto io coglione.
Detto questo, tale post prende un'inattesa svolta intimista. A volte se ne sente il bisogno e forse non ve lo sareste mai aspettato e volevate ben altro. Beh, a me non importa nulla di voi, quindi posso continuare in questo senso.
La svolta intimista ha, il più delle volte, una funzione catartica, in quanto mi rendo conto che da molto tempo uno stato di totale inerzia mentale inibisce la mia voglia di scrivere, un'immobilità di cui sono pienamente cosciente ma malgrado ciò non mi tocca affatto e non mi porta assolutamente a voler uscire da questa mesta situazione.
Mi trovo persino imbarazzata nel leggere i miei interventi lasciati uno o due anni fa, interventi che sembrano scritti da un'altra persona ma firmati da un nick che a conti fatti mi apparteneva, e non mi riconosco nei post scritti in passato. Non riconosco quella verbosità così aggressiva e dissacrante e quella vitalità che mi contraddistingueva quando avevo uno o due anni in meno.
Non ho più piacere nell'intervenire in discussioni tra bloggers che di fatto non mi riguardano per il solo gusto di creare caos, non trovo più un senso nello sfottere personaggi del web che meriterebbero uno stravolgimento dei connotati e non c'è più gusto nel leggere i pareri altrui e additarli come patetici per poi costruirvi attorno una mia linea teorica che li smantelli con cognizione di causa. Trovo persino offensivo che mi si dica "ma sei tu quell'anonimo che ha minacciato di sodomizzare tizio87?". Non ho più quella tutto sommato sciocca, infantile voglia di far baldoria sulle spalle di chi cerca inconsapevolmente la derisione.
E forse tutto ciò è triste ma anche profondamente consolatorio, perché se a 24 anni ho voglia di sfanculare mogiamente tutto e tutti ed evitare questi tipi di contatto con persone virtualmente distorte di cui fondamentalmente non me ne frega un'emerita ceppa, forse non sarò come tutte quelle trentenni smaniose di attentionwhoring che dall'alba di internet mostrano le tette in cam e/o trollano nei blog altrui millantando un moroso che da oltre venti anni -dicheno- devono sposare tra pochi mesi ed una laurea in psicologia, sentendosi perciò autorizzate a tirar fuori il DSM IV ad ogni caso mediatico quando, se lo sapesse la cricca dell'Albo, le radierebbe cum immenso gaudio e calci sul monte di venere.
Quindi non so, recidetevi la carotide, coinvolgetemi in qualcosa di sanguinolento, mettetemi in una stanza insonorizzata assieme a Beppe Grillo e ad una mannaia ben affilata, insomma fate qualcosa pur di farmi uscire da questa condizione di vecchina che rimesta per ore la minestra nel piatto fissando il vuoto.
Altrimenti posso affermare con rassegnazione mista a menefreghismo che è stato breve ed intenso, io il mio compito l'ho espletato ed anche un tantino bene quando ancora ne traevo divertimento, e va bene così.
Ricordate il vincitore dell'HC Creativity Contest? Ispirata da un suo recente commento in cui reclama il suo peraltro ambitissimo premio e desiderosa di riposare le mie già usuratissime corde vocali (niente podcast per questa settimana, ma io e Cavalla sapremo farci perdonare), vi regalo la strip di oggi. Traetene i seguenti insegnamenti:
- a vagina donata non guardar in bocca, potrebbe essere dentata
- i miei voli pindarici tendono sempre al gore
- i rom sono geneticamente programmati per esclamare la frase "ti cieco gli occhi"
- la visione di Shining in tempi non sospetti ha forgiato il mio modo di rapportarmi al prossimo
- un 'sieg heil' al momento giusto ti salva la vita.
Clicca sull'immagine per ingrandirla
Trovate le altre strisce sotto la sezione Editoria, HC Comics. E' molto professionale farlo presente.
Premesso che la sottoscritta sta preparando le valigie accingendosi a lasciare a tempo indeterminato questo paese ormai sopraffatto dal nanomaleficismo imperante, è pronta all'uso la seconda puntata di

Non mi permetterei mai di svelarvi in anticipo l'identità dell'ospite che ci ha onorato della sua eterea presenza, lo scoprirete con immenso piacere scaricando il podcast. Questa volta ci siamo superate.
Sappiate che abbiamo orgasmato d'ancestrale e metafisico piacere uditivo per tutta la durata della trasmissione, siamo certe che anche voi proverete la stessa, estatica esperienza.
Bando alle ciance ed agli isterismi,
ECCOVI LA SECONDA, MISTICA PUNTATA DI SPIACENTI NON E' YOUPORN,
ho cambiato il sito di hosting quindi ora dovrebbe andare meglio.
In quest'epoca sovrastata dall'alienazione sociale e dal nichilismo i sodalizi, nella maggior parte dei casi, producono schiumose sostanze di scarto e liquami disciolti nell'infinito oceano del web.
L'affiatamento tra gli esseri umani è molto raro e le volte in cui si è efficacemente espresso abbiamo assistito alla nascita dei Queen, alla coppia Vianello-Mondaini, all'ideazione di disadattati cinematografici quali Mickey e Mallory Knox, alle simpatiche vicende di Ray Fernandez e Martha Beck.
Nel nostro caso, l'etere bloggereccio è stato prolifico produttore di una coppia esplosiva quanto il suolo di Hiroshima dopo l'innocuo passaggio dell'Enola Gay. Stiamo ovviamente parlando della sottoscritta e di CavallaGolosa, che hanno deciso di unire le loro menti e la loro verve ad uso e consumo di un podcast che vi ridurrà a larve morenti sul pavimento della vergogna.
E' superfluo informarvi che non saranno svelate, almeno per ora, le ulteriori presenze che si avvicenderanno in queste deliranti puntate. Quindi siamo liete di annunciarvi che dalle menti più contorte e malate del web nasce

Potete scaricare qui il file audio
Avvertenze: come di consueto, può contenere episodi di violenza linguistica, riferimenti al sesso e contenuti politicamente scorretti. Siete stati avvisati.
Cosa resta da dire? Nulla, enjoy and GTFO
Edit: la nostra Kristyna ci regala un succoso spoiler dell'intervista su Vivaradionation a cui ho partecipato assieme alle mie fide cumpa e di cui ho già parlato qui. Leggete ed annuite, gente.
Il calendario bloggers 2008 ha portato indubbiamente grandi soddisfazioni. Parliamo di gratificazioni vere e momenti d’indimenticabile allegrezza, che ovviamente vanno al di là dell’essere l’oggetto del cumshot giornaliero del nerdone di turno. Uno di questi è l’intervista su tale vivaradionation (io avrei suggerito vivalafiga, ma vabbeh… de gustibus!).
Come potete constatare ascoltando, scaricando eccetera questo file audio, un tempo si era soliti non ammettere offese del tipo "tua mamma fa le pompe ai muli". Ora Marileda Maggi, con il suo milanesissimo accento barese, ha rivoluzionato i costumi del Belpaese: dal 20 marzo 2008 l'onta massima è denigrare gli avatar di Secondlife altrui chiamandoli "bambolette", anche se chi utilizza questo epiteto ingiurioso lo fa con la calma del Dalai Lama (ed assentandosi dal microfono skype di continuo per sbrigare altre faccende in quel giochino chiamato Firstlife).
Quindi, grazie alla rivoluzione avviata dalla nostra Marileda nazionale, ma che dico nazionale, provinciale... o forse è meglio comunale?- la Carta per i diritti degli avatar afferma che:
- nel caso si venga chiamate "zozze ignoranti" si ha il dovere di abbozzare giustificando come ironica l'apparente -ma solo apparente!- offesa
- nel caso completamente contrario, nell'eventualità che si venga considerate tardone che giocano con le bambolette tettone si ha tutto il diritto di scatenare un manicomio epocale del tipo "bamboletta lo dici a quella mignotta di tua sorella".
E tutto ciò è palesemente giustificabile: non te la puoi prendere con una creatura come l'avatar di Secondlife. L'avatar di Secondlife prova dei sentimenti. All'avatar di Secondlife piace la sborra come piace a te.
Se non sei su Secondlife non puoi esprimere un'opinione, perché non sai di cosa stai parlando. Insomma, è come dire che se non hai il cancro meglio che stai zitto. Ma la differenza sta nel fatto che l'ignoranza circa Secondlife è molto, molto più grave di quella sul cancro.
La filosofia su cui poggia la creazione di un avatar di Secondlife è la seguente (ci è parso di capire così): se mi registro e proietto l'ologramma di come mi sento dentro, su Secondlife sono Eva Green e non permettevi di criticarmi altrimenti m'incazzo come una belva e c'ho pure ragione ahò. L’avatar di Secondlife è la proiezione dell’anima di qualcuno più di quanto noi comuni mortali possiamo immaginare! Chi ha detto che gli occhi sono lo specchio dell’anima non aveva ancora scoperto Secondlife!
Insomma, è tutto così semplice no? Anche se mi sento di dover muovere un appunto alla Marilù: dopo aver dato un'occhiata a qualche foto, non so quanto senso abbia dire che sul calendario di Secondlife non potevano essere ammesse le "chiattone, brutte e con le tette cadenti" (cit.).
Ma d'altronde chi è così idiota da crearsi un avatar chiatto e peloso a propria immagine e somiglianza, se la proiezione della sua anima –e forse le voci nella sua testa– riflette una strafiga tipo Eva Longoria?
Inoltre sappiate che, secondo il decreto Maggi, dal 20 marzo 2008 avere una laurea non ha molto senso, perché "le lauree le danno via a tutti" (cit.), sempre se si parla per frasi fatte mostrando con orgoglio il proprio tesserino di italiano medio e si ignora bellamente che qualcuno, la laurea, se la suda ancora. Ma no, forse siamo ritardate noi, faremmo meglio a pagare il rettore o più semplicemente a dare via il culo per sapere cos’è technorati, piuttosto che a favore di una cultura personale che vada al di là dell’essere considerati blogstar.
Cara Mari, con questo post vogliamo solo farti sapere che ora non sei più sola in questa tua campagna per la virtualizzazione dell’anima: un big del giornalismo la pensa proprio come te e supporta i tuoi ideali.

Marilé, te volemo bbene come solo le zozze 'gnuranti sanno fare!
[ringrazio per la preziosa consulenza CavallaGolosa, GemellaUnica e Stormeyes]
Vedete, non mi considero una persona asociale. Non antepongo mai l'Io al Voi, mi lavo le ascelle prima di salire sull'autobus, cerco di non andare in giro vestita come Amy Winehouse anche se la tentazione è forte, semplicemente per quieto vivere.
Sono gli altri che non corrispondono ai miei canoni di comunicabilità reciproca.
Per quanto riguarda l'internet, il mio atteggiamento pseudosnob si traduce nel non commentare mai nei blog altrui, e per questo trovare un mio commento nel proprio blog equivale a far tornare etero Lapo Elkann: un'impresa titanica. Vi chiederete a questo punto: ma perché non amo girare per blog? Ma cosa c'entra questo incipit col topic del post? Molto semplice.
Apro il blog di un blogger X, non so, un nick a caso, Smandrappetta49, e mi trovo di fronte al Twitter. Ovviamente lo ignoro. Dopodiché decido di non fare la superficiale, questo blog qualcosa di buono ce l'avrà, e così leggo il primo post in cima e noto ovunque l'uso del termine Twitter, oppure il post è dedicato proprio a tale immane cagata.
Risultato: il mio desiderio di comunicare con questo ipotetico blogger è inversamente proporzionale alle volte che leggo "twitter" nel suddetto blog, il che si traduce nell'immediata chiusura della paginetta.
Esistono due modi di utilizzare un twitter, ovviamente quello giusto e quello sbagliato. Questo post fa tanto "siete dei ritardati!" (cit.) ma se non aggiorno il blog ogni tanto poi laggente si suicida e voglio andare a dormire con la coscienza a posto.
Il modo sbagliato:
Piove! che bello! masturbiamoci sotto la pioggia per festeggiare l'avvenimento
Il modo corretto:
Piove! Governo canaja de dio.
Quella che chiameremo "signora X", scelta in un vastissimo campione di soggetti portatori di twitter, ad esempio, si diletta, ERRONEAMENTE, a scrivere ogni sua più piccola azione quotidiana, mascherando il tutto dietro ad un "lo faccio perché i miei fans lo richiedono", mentre la verità la sappiamo tutti: la troia punta all'arrapamento altrui. Vediamo come.
- sono a fare la spesa. mentre aspetto il mio turno alla cassa mi faccio un ditalino di fronte al reparto macelleria :P
- mi erano finiti i cetrioli, ne ho presi due. così mi ci masturbo :P
- ho appena avuto un orgasmo clitorideo. ora provo col vaginale :P
- mentre vi scrivo il mio partner mi sta penetrando analmente :P
- twitter!! ma sembra il nome di un vibratore. mi fa venire in mente coiti guduriosi. quasi quasi mi masturbo :P
fino all'apoteosi
- twitter mi fai godeeeere. twitta per me :P
- oh, si mi piace così. clicca più a destra... OOOH SI... BRAVO... mi sto bagnando... mmmmmmm AAAAAAA. wow, che orgasmo twitterale :P
Ok, basta. Ma passiamo al CORRETTO USO del twitter (per ulteriori esempi, consultare la Bibbia):
- sto cagando
- oggi la cacca è dura e fa male perchè ho mangiato piccante
- oggi ho dato 3 euro ad un negro che chiedeva la carità per strada. è stato il picco della mia giornata
- amy winehouse è ebrea. amy winehouse è una tossica. tutti gli ebrei sono tossici
- vi consiglio la visione di questo corto d'autore
...ed una chicca, dal twitter di Rosa Bazzi:
- fanno baccano al piano di sopra. L'Olindo prepara le taniche di benzina, io le Miracle Blade
e via discorrendo.
L'apice della sfiga lo si raggiunge postando sul twitter dal proprio cellulare. Il pensiero di chi posta dal telefonino non è "ora avviso a casa che c'è stato un incidente ed arriverò tardi", OH NO! "Ora faccio sapere ai miei lettori che la mia vita è intensa perché quello davanti a me ha fatto er botto".
Che dire? Non c'è altro da aggiungere.
D'altronde il mercato è fatto da domanda ed offerta, e twitter vi offre i cazzi altrui in diretta.
Dopo le shockanti rivelazioni di questi giorni riguardo la strage di Erba, non posso far altro che esprimere tutta la mia solidarietà verso Rosa Bazzi, una moglie ma soprattutto una donna.
Secondo voi, questo bel donnino qui

non avrebbe la minima capacità di suscitare attrazione sessuale verso un uomo giovane e sposato qual é il signor Azouz Marzouk? Io rispondo SI'.
Rosa è una di noi, una donna che ha avuto la forza e il coraggio di denunciare il proprio aguzzino e di accettare quelle esplicite dichiarazioni finali ("Ciao, ci vediamo. Sei figa.") con grande dignità ma conservando l'amore per suo marito, quando sappiamo benissimo che le vittime di violenza sessuale hanno paura di rivolgersi alle autorità e lo stupro subìto rimane taciuto.
Io dico BASTA! Rosa, rappresenti tutte noi! Abbiamo ancora tempo, alle elezioni mettiamo una crocetta al posto giusto.

Ed eccovi la stilosa t-shirt da sfoggiare durante i sit-in di protesta riguardo il trattamento disumano a cui si sta sottoponendo Rosa e la sua famiglia. In cotone elasticizzato, pratica da portare e disponibile in tutte le taglie, anche per bambino (possibilmente silenzioso sennò viene sgozzato).

[Disponibile presso tutte le tipografie che mi pagano il pizzo]
Oggi HC vi offre un massacro.
Osserviamo con occhio critico la copertina dell'album dei Melody Fall: il bavoso king kong dell'emopunk italiano che si prepara ad abbattere ciò che di sano e sentibile rimane della musica mondiale. Così esordiscono Fabry, Pier, Mark e Dave, quattro simpatici ragazzi dalle fattezze trollesche, alti 1 pene + 2 barattoli, che al fine di emulare i Finley hanno bisogno di affibbiarsi nomi inglesi che li confonderanno con altri mille personaggi inutili della già raggelante scena pop italiana.
E così Torino sforna l'ennesimo sgorbio powerpop wannabe -senza successo- punk... grazie Torino. Se proprio devo essere sincera, fossi in voi non sprecherei il mio tempo sui Melody Fall, piuttosto preferirei focalizzarmi su My boobs are ok che almeno offre una sana educazione ai maschi in divenire orientandoli verso l'attrazione per la quarta di reggiseno, ma questa è una recensione, quindi cerchiamo di andare avanti, arrancando.
"Ok, what is all the fuss about? Well...first off, as corny as it might sound, Melody Fall is about a friendship grown day after day thanks to love for music.
bla bla noia sì ok mosciume
Melody Fall have been touring alot in the past months (they've just recently toured in Japan in January 2007 and France in April 2007). In 2008, Melody Fall is gonna tour in the US along with other fellow bands from Wynona Records."
Insomma, sembra proprio che il mondo verrà contaminato dal sound di questa gang bang di gnomi che propongono tra l'altro alcuni brani in lingua inglese credendo che in questo modo verranno cagati dal pubblico estero. A mio parere le chiare influenze emo sono facilmente rintracciabili in titoli quali I'm so me ("sono così me"... ...eh?), sadness between roses ("tristezza fra le rose"), un treno per non so e salvami. Non sto parlando dei contenuti di queste canzoni, credete davvero che le abbia ascoltate? Mi riferisco solo ai titoli, dai.
Parto col primo brano nel player del myspace, ascoltami: l'uso della chitarra elettrica mi ricorda le scoregge di un mio ex, il latrato agonizzante del vocalist i pianterelli che si fa la mia vicina di cinque anni quando la mamma le dice che è ora di andare all'asilo. Accostare i gnegne di Fabry a qualsiasi strumento musicale è come infilare una formina quadrata nel buco triangolare: non c'entra un cazzo, è inutile, fuori luogo.
I brani si succedono rapidi e non riesco a scorgere le differenze tra una canzone e l'altra perchè in effetti non ci sono differenze, la tensione è sempre più in crescendo ed esplode quando mi accorgo che ogni istante mi ha provocato un attacco di sciolta. Comunque i Melody Fall sanno tenermi inchiodata alle cuffie fino a che non mi chiamano per la cena, ed anche se non ho fame credo che andrò lo stesso.
I primi due accordi di chitarra di invisibile non sarebbero malaccio se non ci fosse la voce puffesca di Fabry a rovinare il tutto, come sempre. L'orgasmo dura poco, devo tornare a recensire i Melody Fall. Allora provo con beat it, cover dell'evergreen di Michael Jackson. Ho un'illuminazione: l'emo come spinta giovanile al suicidio è conseguenza della paura di finire nella stanza dei giochi di Jacko. Tutto è più chiaro. Finalmente giungo al termine dell'ascolto, posso tornare a spremermi le meningi su problemi più gravi, tipo abbinare le scarpe nuove alla borsetta di Gucci. Mi sento di poter affermare che, lungi dall'essere un capolavoro, l'album di esordio dei Melody Fall è l'ennesima cagata per adolescenti dalle orecchie marce che farebbero meglio a rinchiudersi nella stanza in compagnia di Kurt Cobain e del litio anziché in bagno a laccarsi la frangia.
Do 0,5 stellette, il mezzo punto lo concedo grazie a questo passo di I'm so me
"Pleasure principle and panic attacks
Zero correlation positive tests
Object permanence’s driving me mad
Mental problems please solve them"
Non era facile arrivarci da soli se sei un moccioso psicopatico, bravi.